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Come Aprire un eCommerce: Guida Completa

Tutto quel che devi sapere per avviare un’attività di commercio elettronico: dalla vendita occasionale senza obblighi d’impresa all’apertura di una società con relativi adempimenti.
Guida eCommerce

Avviare eCommerce

Ormai eCommerce è diventato un termine comune, spesso usato sia per identificare un intero sistema di vendita, una singola vendita o anche un singolo acquisto, attraverso l’utilizzo della rete internet.
Il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato ha dato una precisa definizione di e-commerce: “L’E-commerce[…] consiste nello svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, la distribuzione on-line di contenuti digitali, l’effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo della pubblica Amministrazione

Quando parliamo di eCommerce ci riferiamo quindi alle operazioni relative ad attività commerciali e transazioni effettuate per via elettronica.

L’attività commerciale (la vendita) si realizza tramite una piattaforma web, su cui il venditore pubblica il prodotti/servizio affinché il compratore lo possa acquistare senza alcuna intermediazione umana.

La comunità Europea, attraverso la direttiva 2000/31/CE (recepita dall’ordinamento italiano con il D. Lgs. 9 aprile 2003 n. 70) ha stabilito che si può avviare un e-Commerce senza autorizzazioni preventive fatti fermi i requisiti professionali per lo svolgimento di specifiche attività. – Nota: dal 14 settembre 2012 sono stati aboliti i requisiti professionali per il commercio all’ingrosso di alimenti.-

L’attività di vendita onLine (e-Commerce) può essere sia di tipo occasionale o, molto più frequentemente, di tipo professionale e abituale all’interno di una attività d’impresa.

A seconda del caso in cui ci troviamo, gli adempimenti per l’avvio di attività e i risvolti fiscali sono differenti.

Per quanto riguarda le vendite online occasionali è utile in questa sede specificare solo alcuni punti.
Innanzitutto per essere considerata occasionale, l’attività deve essere effettuata in modo accidentale, sporadico, non organizzata e non deve essere svolta con continuità nel tempo.
Pertanto l’attività “occasionale” di cessione di beni non può essere supportata da attività di creazione di un sito di vendita on-line, da una pubblicazione di un catalogo e dall’acquisto merci per la successiva rivendita al consumatore: in questo caso è totalmente assente l’occasionalità della prestazione!

Sfatiamo anche mito: non esiste alcun “fatturato” minimo sotto il quale l’attività di compra vendita di beni on-line si possa considerare occasionale. Non esistono dei limiti precisi stabiliti dalla legge al di sotto ed al di sopra dei quali è obbligatorio o meno aprire una partita IVA.
I famosi “5.000 euro” si riferiscono invece al lavoratore autonomo occasionale ovvero chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, ne’ potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.
E’ bene ricordare che sempre più frequentemente la Guardia di Finanza esegue accertamenti sui venditori che si celano dietro finte prestazioni occasionali….

Le attività di eCommerce che più ci interessano in questa sede e per la quale AICEL offre i propri servizi sono quelle attività di vendita online esercitata in maniera professionale all’interno di un progetto imprenditoriale in forma continuativa.

A seconda di chi sia il compratore, si distingue fra Business to Consumer (B2C) e Business to Business (B2B). La distinzione fra B2C e B2B ha rilevanza ai fini della normativa di riferimento. Nel caso del B2C la norma (Codice del Consumo) prevede una forte regolamentazione e una ampia tutela dei diritti del consumatore.
Nel caso del B2B, si fa invece riferimento alle normali norme previste dal Codice Civile che disciplinano gli scambi commerciali.

Per avviare un’attività di eCommerce professionale è dunque necessario prima di tutto avere una stabile organizzazione. Il primo passo è quindi quello di avere una società o costituirne una nuova nella forma giuridica che preferiamo.

Qualora si costituisca una nuova società, devono seguire i classici adempimenti quali: Registro Imprese, Camera di Commercio, Partita Iva, IMPS, INAIL, Agenzia delle Entrate etc.

Attraverso il sistema ComUnica è possibile eseguire contemporaneamente e con un’unica modalità di presentazione tutti i principali adempimenti amministrativi necessari all’avvio dell’attività ai fini della pubblicità legale nel Registro Imprese, dell’iscrizione all’Albo Imprese Artigiane, ma anche ai fini fiscali (IVA), previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL) e di comunicazione inizio attività SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività, contenente l’indicazione del settore merceologico scelto e l’attestazione del possesso dei requisiti morali e professionali) allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune nel quale si intende avviare l’attività.

La presentazione della SCIA deve essere fatta anche nel caso in cui, in società già esistente, si intenda iniziare l’attività di vendita on-line attraverso il canale dell’eCommerce.

Se l’impresa è già esistente occorre inoltre provvedere alla comunicazione alla Camera di Commercio dello svolgimento dell’ulteriore attività di vendita al dettaglio per corrispondenza.
In caso di omesso o tardivo deposito delle denunce di variazione, domande e depositi destinati al Registro delle imprese è applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 103 a 1.032 euro.

La richiesta presso l’Agenzia delle Entrate, dell’attribuzione della partita Iva, avviene compilando il modello AA9/11 per le persone fisiche o AA7/10 per gli altri soggetti.

Gli elementi principali da indicare nella richiesta di attribuzione sono i dati di inizio attività, il volume d’affari presunto, il domicilio fiscale, la sede, le scritture contabili e il codice attività ATECOFIN.
Esiste un unico codice ateco valido per l’eCommerce: 47.91.10 che identifica il “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotti effettuato via internet”.

Nella stessa modulistica è inoltre necessario specificare l’indirizzo URL del sito Web -sarà “PROPRIO” nel caso si venda su sito web di proprietà oppure “OSPITANTE” nel caso si venda su marketplace come Amazon, eBay, Rakuten etc.-. La modulistica richiede anche l’indicazione dell’Internet Service Provider cioè il soggetto che fornisce accesso e spazio sulla rete Internet.

Qualora si avvii un canale di vendita eCommerce in una azienda già esistente, è necessario chiedere all’Agenzia delle Entrate l’attribuzione del codice ATECOFIN 47.91.10 come attività secondaria (o primaria).
Il mancato adempimento degli obblighi sopra indicati espone la società all’applicazione di sanzioni da 516 a 2.064 euro.

Da notare che per le attività associate al codice ateco 47.91.10 “commercio al dettaglio via internet” non sono stati approvati studi di settore specifici e pertanto si ricorre ai parametri che in genere prevedono calcoli è più favorevoli.

Qualora la vendita on-line si rivolgesse anche all’interno del mercato europeo, è obbligatoria l’iscrizione in un archivio telematico denominato VIES. Questa richiesta può essere effettuata contestualmente alla richiesta di attribuzione partita iva indicando l’ammontare presunto delle “operazioni intracomunitarie”.

Da ricordare l’obbligo di riportare sulla home page del proprio sito Internet, il numero di partita Iva posseduto. La mancata pubblicazione espone la società al rischio dell’applicazione di una sanzione amministrativa che varia da 258,00 a 2.066,00 euro.

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