2025-12-11 La Stampa
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La tassa sui mini pacchi, voluta dal Governo per frenare la concorrenza dei marketplace extra-Ue e aumentare il gettito, si applicherà a tutte le spedizioni, non solo a quelle provenienti da Paesi terzi. Negli emendamenti alla legge di Bilancio è precisato che il prelievo di 2 euro sulle microspedizioni dell’e-commerce riguarderà sia i pacchi che partono che quelli che arrivano in Italia. Il motivo è tecnico e politico insieme: introdurre la tassa solo sugli arrivi non Ue avrebbe trasformato il contributo in un dazio vero e proprio, incompatibile con le regole europee e quindi difficilmente difendibile. In ogni caso si tratta di un balzello che si paga al momento in cui si fa dogana. Viene versata dal venditore, poi in genere viene girata sul consumatore.
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«Sui pacchi di piccolissimo valore ha incidenza che può arrivare a quota 40% sommata anche di Iva e dei dazi Ue – spiega Andrea Spedale, Presidente di Aicel (Associazione Italiana Commercio Elettronico) -. Se lo scopo è di disincentivare materiale a basso costo in entrata in Italia, applicarla all’esterno significa introdurre un balzello che non giova alle imprese italiane. Potrebbe diventare un freno anche burocratico con procedure complesse da gestire, e sicuramente più facili da portare a termine per le grandi aziende che per le piccole realtà che magari hanno trovato una nicchia in un mercato extra Ue».
Stralcio ripreso da La Stampa del giorno 11 dicembre 2025
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